martedì 5 gennaio 2010

Il bombarolo

STATO DEL DETENUTO 5699/as


Nome: Umar Farouk Abdul Mutallab
Età: 23
Nazionalità: Nigeriano
Famiglia: ricca
Università: University College London
Facebook: 287 amici
Nickname: Farouk1968
Religione: Islam
Professione: Generale di vent'anni

Dilemmi personali: vorrebbe trovare aiuto da qualcuno che abbia la pazienza di leggere i suoi “lunghi e disperati soliloqui”. Ha voglia di scrivere.

Situazione emotiva: studente che cerca di raccomandare il bene proibendo il male. Vuole avvicinarsi a Dio. Ha molte difficoltà. Non ha amici. Non riesce a trovare un amico. Non frequenta discoteche. Si sente emarginato per questo. Si sente solo per questo. Non sente se stesso per questo. Non sa che cosa fare per questo.

Problemi con le donne: solitudine. Niente donne. Ha istinti sessuali nonostante i divieti del Profeta. Commette peccati minori, a volte. Ha voglia di eccitarsi. Ha voglia di sposarsi. Il digiuno non lo aiuta. Cerca di seguire le norme sociali: laurea, matrimonio…

Impegno religioso: ha un dilemma fra liberalismo ed estremismo. Si stanca facilmente. Non segue a memoria il Corano. Segue il Profeta. Si chiede quale sia il giusto mezzo fra liberalismo ed estremismo.

Rapporti sociali: vede solo persone superficiali. Non esagera con i suoi discorsi. Si sforza di scherzare e socializzare con tutti. Non ha conversazioni profonde. Non ha amicizie vere. Vuole incoraggiamento.

Esperienza in Yemen: il desiderio si è avverato. Seguiva un corso di lingua araba. Gli piace l’arabo. Ci sono molti studenti impegnati. Gli yemeniti sono amichevoli e ospitali. Le donne hanno il velo. Ci sono molti non musulmani. Lui è musulmano.

Università: ha i soldi e i suoi voti sono alti.


Il tutto mi dà l’idea di una bomba! Non la bomba che stava per esplodere con a lui e con 300 passeggeri il 25 dicembre scorso nei cieli di Detroit, ma la bomba che questo ragazzo aveva dentro di sé durante gli anni di una adolescenza depressa e problematica: una bomba che stava per esplodere, e il ragazzo voleva che esplodesse. Ma da solo non ce la faceva. Era un fardello troppo pesante, la bomba della sua riuscita individuale. Perché è di questa bomba che si tratta. Non quella di un fondamentalista islamico che vuole colpire l’Occidente imperialista e liberare per sempre il suo popolo, per poi entrare nel Paradiso di Dio, ma dell’ordigno esplosivo della sua riuscita, del suo successo, o meglio, del riconoscimento da parte degli amici e dei cari. La bomba che l'avrebbe fatto sentire accettato. Essere amato. Forse voleva essere semplicemente amato.
Questo è l'ordigno che ha paralizzato gli Stati Uniti d'America e di conseguenza il mondo intero per un giorno? Questo era l’ordigno che ha fatto scattare i servizi di sicurezza tecnologicamente più avanzati? Questo l'esplosivo che ha vanificato 9 anni di guerre di vendetta? Questa sì, è la bomba che ha aperto nuovi fronti di guerra nei deserti infiniti di un Medio Oriente sommerso ormai da sabbia e petrolio. Questo è l’esplosivo che fa paura a chi detiene il potere di milioni di vite umane: la paura dei sentimenti che non si controllano. Beh, costante della storia no?
La storia…sembra un teatro dell’assurdo.
E questo sarebbe un kamikaze di Al Qaeda? La risposta è sì.
Lo è stato e nella memoria collettiva lo sarà per il resto dei suoi giorni, se mai uscirà dalla gabbia. E gli altri kamikaze come sono? Sono forse infallibili? Sono freddi e perfetti?
Ciò che mi colpisce di più è che questo kamikaze aveva bisogno di aiuto. Chiedeva aiuto alla sua società. Alla sua gente.
E nessuno l’ha aiutato perché era troppo diverso.
O perchè era troppo normale.
Sono pensieri che mi vengono di botto, scusatemi se non c’è molto filo logico, ma d’altra parte sembra di essere in un sogno perché…è tutto così assurdo!
Ora questo ragazzo che chiamava aiuto, ingannato da ciò che di più irrazionale non c’è (una religione), non penserà più di chiedere aiuto. Dovrà confessare. Dovrà parlare. Dovrà sopravvivere in galera! Dovrà smettere di cercare i sentimenti nobili dell’umano che tanto cercava prima di affiancarsi ad un dio. (quante affinità con Winston di 1984)
Solitudine, smarrimento…le debolezze di chi si vende all’irrazionalità.
Le debolezze di un Generale di vent’anni che stava per trucidare centinaia di indiani indifesi nel nome del suo dio.

Lollo