lunedì 18 ottobre 2010

Rette parallele

Prendo la palla al balzo, signori miei.
Eh sì, perché mi sa tanto che in questi giorni a ognuno di voi – tutti quelli che Lollo ha nominato – fischiavano le orecchie. Sì, parecchio, e la causa ero io!
Qui la chiamano “crisi post-un-mese-di-Erasmus”, sentimento comune a molte persone che calcano le scene di questo nuovo palcoscenico in cui mi muovo, ma io non la chiamerei proprio crisi. È però una sensazione strana, direi positiva, che mi prende appena riemergo da questo vortice che è Vienna, e mi fa pensare a voi, alle parole tra noi e alla vita che le percorre.
Ora per qualche mese sarà diverso: tante domande mi riempiono la testa in questa città, ma quando voglio condividerle certo non posso tirare un sasso alla vostra finestra, Lollo e Fra, non posso mandarti un sms per ricevere una tua risposta perfetta (e sgrammaticata!), Luci, non posso suonare il campanello di casa Ubik, Vale, né sprofondare nel tuo divano, Silvia.
Mi pongo nuove domande, incrocio nuovi sguardi (e Lollo, credimi, qui il mio occhio barcolla ben poco) e cerco qualche risposta con calma, senza fretta, senza il vino del Collio, senza incrociare i vostri occhi a tavola e senza il nostro straordinario ping pong di parole.
Apro una porticina alla volta, su innumerevoli mondi paralleli: lo studentato in cui vivo, quel labirinto austroungarico che è l'università di Vienna, i volti della metro, la Histomun che inizia proprio tra un'ora. Infatti ora devo uscire. Ma prima volevo dirvi questo al volo, di getto, dirvi che ci sono, dirvi che in questi mesi ognuno – sì, ognuno di noi – sta facendo un viaggio suo, ma che in fondo lo stiamo facendo insieme. E sapete: qui vivo con una ragazza che studia ingegneria civile, una splendida persona che vi farò conoscere. E proprio ieri lei mi ha ricordato che in matematica le rette parallele si incontrano all'infinito.
Ora mi tuffo nel mondo, e se su questo blog si ricomincia, sappiate che io ci sono. Sempre
Vi abbraccio forte

Veronica

2 commenti:

  1. E amici miei, lasciatemi aggiungere una cosa: che fortuna abbiamo, quanto bello ed emozionante è l'italiano, lingua danzante.
    Epica, sì.

    V.

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